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Una nuova era nella diagnosi e nello studio delle malattie metaboliche grazie all’installazione delloSHIME®.

Il CEINGE e l’innovativa collaborazione con ProDigest: Una nuova era nella diagnosi e nello
studio delle malattie metaboliche nei bambini grazie all’installazione dello SHIME.


Il CEINGE Biotecnologie Avanzate Franco Salvatore, Centro di Genomica e Biologia Sperimentale
di Napoli, continua a porsi all’avanguardia nella ricerca scientifica grazie a un’importante
innovazione tecnologica che arricchisce il suo già prestigioso laboratorio. Grazie al lavoro del Prof.
Roberto Berni Canani e del suo gruppo multidisciplinare di specialisti, il centro si è dotato di uno
degli strumenti più avanzati per lo studio del microbiota intestinale e delle malattie metaboliche: lo
SHIME, un simulatore intestinale che rappresenta una vera e propria rivoluzione nelle diagnosi e
nelle ricerche sulle malattie correlate al metabolismo.


L’installazione del macchinario, fornito dalla società belga ProDigest, apre nuove prospettive per la
diagnosi precoce e per lo studio di trattamenti innovativi, nutraceutici e farmacologici, consentendo
ai ricercatori del CEINGE di esplorare in modo altamente preciso e controllato le interazioni tra
microbiota intestinale e nutrizione. Lo SHIME si presenta come un sistema avanzato di bioreattori,
capace di riprodurre le condizioni degli organi del tratto intestinale umano, e permette di simulare e
analizzare in tempo reale come vari alimenti e sostanze interagiscono con il microbiota intestinale.

La Diagnosi delle Malattie Metaboliche nei Bambini

Lo SHIME è un componente essenziale delle ricerche portate avanti dal team del Prof. Roberto
Berni Canani, che si concentra in particolare sulle malattie metaboliche, un gruppo di disturbi che
colpiscono il metabolismo e che in molti casi si manifestano già in età infantile. La capacità dello
SHIME di simulare e analizzare come gli alimenti e le sostanze farmacologiche interagiscono con il
microbiota intestinale, consente ai ricercatori di ottenere dati cruciali, anche per lo sviluppo di nuovi
trattamenti nutraceutici e farmacologici destinati a trattare patologie metaboliche nei bambini. Lo
SHIME si presta perfettamente a questo scopo, in quanto permette di analizzare l’efficacia di nuove
sostanze senza la necessità di condurre esperimenti in vivo, garantendo risultati più accurati e senza
rischi. Inoltre, il simulatore consente di replicare le condizioni intestinali di diversi individui,
utilizzando campioni fecali che rappresentano microbiomi di persone con caratteristiche fisiche e
genetiche diverse.
Nella fattispecie, lo SHIME è in grado di replicare, in un ambiente controllato, il comportamento
dell’intestino umano in risposta a diversi alimenti, permettendo di studiare le interazioni tra dieta e
microbiota, e di valutare gli effetti di farmaci e nutraceutici sul benessere del paziente.
Il microbiota intestinale, ossia l’insieme di microorganismi che popolano il nostro intestino, è un
elemento chiave in numerosi disturbi metabolici. Grazie alle moderne tecniche di ricerca, è stato
ormai ampiamente dimostrato che il microbiota svolge un ruolo cruciale nella regolazione del
metabolismo, nell’assorbimento dei nutrienti e nella protezione contro malattie come obesità,
diabete e dislipidemie. Ma non solo: l’influenza del microbiota è ora riconosciuta anche in altri
ambiti, come le malattie infiammatorie croniche intestinali, la salute mentale e la funzionalità del
sistema immunitario.

Un’Opportunità per la Ricerca sui Farmaci e Nutraceutici

L’innovazione non si ferma qui: lo SHIME consente di condurre esperimenti ripetibili e di lunga
durata, monitorando i cambiamenti nel microbiota intestinale a seguito dell’assunzione di alimenti o

farmaci. Questo apre nuove possibilità per testare e sviluppare soluzioni terapeutiche
personalizzate, che tengano conto delle diverse risposte individuali.
Grazie al lavoro del Prof. Roberto Berni Canani e del suo team di specialisti, il CEINGE ha fatto un
passo significativo nell’innovazione scientifica, dotandosi di uno strumento all’avanguardia che
potrà contribuire in modo decisivo alla ricerca sulle malattie metaboliche, in particolare quelle che
colpiscono pazienti di età pediatrica, e alla creazione di nuovi trattamenti per migliorare la salute
intestinale.

Allergia al Nichel: non solo pelle

Sapevi che l’allergia al Nichel può colpire anche i più piccoli? Sebbene sia più comune negli adulti, sempre più bambini, soprattutto femmine in età adolescenziale, mostrano segni di questa allergia, che si manifesta con prurito, arrossamenti e irritazioni della pelle, soprattutto a contatto con oggetti che contengono nichel, principalmente gioielli, cerniere, padelle e persino alcuni alimenti.
Se noti uno di questi segnali, soprattutto dopo il contatto con oggetti o alimenti contenenti nichel, è
importante consultare un allergologo pediatrico per una diagnosi accurata. In alcuni casi, l’allergia al nichel può evolvere in una condizione più complessa chiamata Sindrome Nichel-Sensibile da Allergia Sistemica (SNAS).

Cos’è la SNAS? La SNAS è una reazione allergica sistemica che coinvolge non solo la pelle, ma anche altri organi, come il tratto gastrointestinale o le vie respiratorie. Nei bambini, può provocare:

  • Problemi gastrointestinali (come reflusso gastroesofageo, dolore addominale e diarrea)
  • Sintomi respiratori (come difficoltà a respirare o asma)
  • Sintomi generali (cefalea, dolori articolari, astenia)

Con un’adeguata prevenzione e gestione, vivere in maniera Nichel-free è possibile!

  • Evita il contatto con oggetti che contengono nichel
  • Limita il consumo di alimenti che potrebbero contenere tracce di nichel
  • Se il tuo bambino ha già mostrato segni di allergia al nichel, consulta lo specialista per la diagnosi e
    l’identificazione di una corretta terapia da seguire.

Per saperne di più contattaci all’indirizzo mail:
ambulatorioallergologiaberni@gmail.com
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AllergiaAlNichel #dermatite #SNAS #AllergiePediatriche #SaluteBambini #Prevenzione

È nata l’Associazione Italiana Bambini Allergici – AIBA!

L’associazione nasce con la missione di migliorare la qualità della vita dei bambini con allergie e delle loro famiglie attraverso Scienza, Ricerca e Informazione.

Nei vari obiettivi che ci poniamo mettiamo al primo posto i nostri pazienti attraverso:

– promozione di iniziative atte a migliorare la quotidianità dei nostri bambini e quindi delle famiglie;

– corsi di formazione scolastica;

– la predisposizione di armadietti con farmaci salvavita nelle scuole, ristoranti, centri sportivi;

– formazione del personale di ristoranti e mense circa le principali allergie alimentari;

– misure atte alla prevenzione delle allergie.

Il nostro impegno è indirizzato anche al rapporto con le Istituzioni politiche locali e nazionali per l’ottenimento di normative e procedure a garanzia dei pazienti per il miglioramento della loro qualità di vita:

– incontro con le istituzioni per sensibilizzare e richiedere rimborso per le formule ipoallerginiche nei bambini affetti da APLV;

– richiesta di farmaci non rimborsabili in pazienti con sintomatologia cronica (come spray nasali).

Chi può farne parte?

Possono partecipare tutti coloro che, interessati a realizzazione i progetti dell’Associazione, ne condividano lo spirito e gli ideali.

Se vuoi saperne di più ed entrare a far parte della nostra associazione scrivici all’indirizzo: associazionebambiniallergici@gmail.com

L’allergia alimentare a scuola: i Medici e i Docenti uniti per la sicurezza del bambino

Il nostro Centro ha deciso di organizzare un primo incontro con Docenti e Genitori per affrontare il tema delle allergie alimentari e la gestione scolastica delle reazioni allergiche, ivi compreso l’utilizzo dei farmaci.

L’incontro si è tenuto il giorno 9 ottobre 2023 ore 16:00 presso la biblioteca dell’edificio 11/A al piano terra, A.O.U. Federico II.

Questo è stato il primo di una serie di incontri che sono stati organizzati e che avverranno direttamente all’interno degli Istituti Scolastici, per favorire conoscenza e apprendimento della gestione, in termini di prevenzione e trattamento, delle allergie alimentari in età pediatrica.

Simulatore dell’ecosistema microbico intestinale umano (SHIME®)

Il simulatore dell’ecosistema microbico intestinale umano (SHIME®) è un modello in vitro validato, progettato per simulare l’ecologia microbica del tratto gastrointestinale dallo stomaco al colon distale. Questo strumento potrebbe consentire di ottenere maggiori informazioni sugli effetti diretti suscitati da prodotti finali alimentari avanzati, postbiotici e probiotici sulla composizione e sulla funzione del microbioma intestinale umano. La procedura include: inoculazione di campioni fecali, aggiunta di diversi composti che si desidera testare, fermentazione e raccolta di campioni per analisi del microbioma intestinale e metabolomica.

Perché i bambini contraggono molto meno il COVID-19 rispetto agli adulti?

Dall’inizio della pandemia medici e ricercatori si sono interrogati sulle ragioni della diversa espressività clinica dell’infezione da SARS-CoV-2 nei bambini. I bambini e i ragazzi sotto i 20 anni hanno una predisposizione a contrarre l’infezione pari a circa la metà rispetto agli adulti, oltre ad essere molto spesso asintomatici. Presentano quadri clinici meno gravi (interessano più spesso il tratto gastrointestinale) con una prognosi molto migliore e una letalità molto inferiore rispetto agli adulti.

Un gruppo di ricercatori coordinati dal prof. Roberto Berni Canani, docente di pediatria all’Università Federico II e Principal Investigator del Ceinge Biotechnology Advanced, ha finalmente svelato la causa di queste differenze. Analizzando campioni biologici ottenuti dalle vie respiratorie superiori e intestinali (le due principali vie di ingresso del virus nel nostro organismo) di bambini e adulti sani, è stata dimostrata una diversa espressione di una molecola, chiamata neuropilina 1, che svolge un ruolo cruciale nel consentire l’attaccamento al recettore ACE-2 con cui si lega la proteina spike del Coronavirus per entrare nelle cellule ospiti.

Lo studio è il risultato della fattiva collaborazione tra i ricercatori del CEINGE Biotecnologie Avanzate guidati da Roberto Berni Canani e Giuseppe Castaldo, l’Università Federico II guidata da Elena Cantone e Nicola Gennarelli e l’Università L. Vanvitelli guidata da Caterina Strisciuglio. Lo studio sarà pubblicato sul prossimo numero della prestigiosa rivista internazionale Frontiers in Pediatrics.

“Abbiamo individuato un fattore importante in grado di conferire protezione contro il SARS-CoV-2 nei bambini”, spiega Roberto Berni Canani, “questo fattore si aggiunge ad altri fattori immunologici che stiamo studiando. La definizione di questi cofattori sarà molto utile per la definizione di nuove strategie per la prevenzione e il trattamento del COVID-19”.